CREDITS
LA BASILICA CATTEDRALE
CAPPELLA DEL SACRAMENTO
Immediatamente a fianco della base della Torre Campanaria, si trova la Cappella del SS. Sacramento, costruita ai primi del sec. XIV. L'importanza di questa piccola costruzione è limitata negli interessi artistici, mentre assume un precipuo valore nel campo liturgico, essendo destinata ad accogliere il Tabernacolo Santo, ove si conserva la Divina Eucaristia. Questa Cappella risulta essere tra le prime opere che modificarono la linea perimetrale della Chiesa, volta a settentrione. L'ampio arco, a tutto sesto, risulta singolare in confronto di quelli ogivali dislocati in tutta la Chiesa. Gli intenti artistici, come detto prima, sono estremamente contenuti. Basta guardare la semplicità degli unici capitelli e la mancanza di qualsiasi decorazione all'interno e sulle basi delle semicolonne. Nell' interno si trova un pregevole tabernacolo in legno dorato del secolo scorso, che sembra opera del Pecorari di Rivisondoli (L'Aquila).
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CAPPELLA DE' CORVI
A fianco dell'Organo monumentale (costruito dalla Ditta G. Zenoni di Pescara nel 1963), che ha sostituito quello del 1547 non più idoneo, si trova collocata la Cappella de' Corvi. Come la precedente Cappella Arlini, anche questa è chiaramente individuata, essendo riferibile alla Nobile Famiglia Corvi. Questa fu tra le più antiche di Atri, come si desume dalle Scritture del 1165, si imparentò con la Famiglia Acquaviva e si estinse in Atri nel sec. XVIII.
La Cappella, tutta in pietra bianca, è in stile classico-rinascimentale. Due lesene scanalate e incassate nella parete terminano con capitelli vagamente corinzi sormontati da una larga trabeazione. Nell'architrave si affacciano testine di serafini sorridenti che sono riprodotti pure nella cornice inferiore, attorno ai pilastri interni e nell'archivolto tondeggiante. La cornice superiore risulta coronata da una grossa conchiglia poggiante su di un fregio raccorciato in larghezza.
Lo stemma della Famiglia de' Corvi, posto sul tronco a sinistra, è finemente scolpito in pietra; il tipico uccello sorante col becco rialzato compare oltre che nello scudo anche negli spigoli superiori dello stemma. Manca la grande pala d'altare che in origine doveva essere necessariamente presente. A riempire lo spazio è stato posto un pregevole Crocifisso del sec. XVIII.
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SAGRESTIA DEI CANONICI
Nella navata sinistra, poco prima della parete di fondo, si apre l'arco d'accesso alla sagrestia dei Canonici. La sua altezza è limitata rispetto agli analoghi archi ogivali presenti nelle tre navate. Consta di due semicolonne in laterizio, delimitate all'estremità da capitelli e basamenti in pietra. Questa apertura fu realizzata contemporaneamente ai lavori di ricostruzione della Chiesa, nella seconda metà del sec. XIII. A chiudere parzialmente questo accesso, è stato posto, un mirabile e pregevole cancello in ferro battuto di sicuro effetto estetico. All'origine era collocato a cingere quale balaustra, il Battistero del De Garviis poi era stato accantonato in un angolo anonimo, essendo stato rimosso per ridonare al tabernacolo marmoreo la sua genuina spontaneità. La cancellata, costruita nel sec. XVIII, è un'opera di gradevole disegno.
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ALTARE BASILICALE
Nel mezzo della navata centrale, sotto l'arco di trionfo, sta l'Altare Maggiore. Nei quattro lati si nota un eccellente lavoro ad intarsio romanico-gotico, risalente all'inizio del sec. XIII. Era l'altare costruito per la chiesa che fu consacrata il 1° ottobre 1223.
Il disegno è eseguito con spirito geometrico: formelle a quadrifoglio contornano cerchi con un Agnello crucifero e con un segno zoomorfo nella parte antistante il presbiterio, mentre dall'altra parte, verso il Coro, sono disposti su tre linee diciotto riquadri disegnanti racemi e tralci, uno quasi simile all'altro. Completano le due facce minori un alberello stilizzato ed una composizione di tre spade, tassellati dalla stessa mano con un intarsio di coccio pesto.
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CAPPELLA ACQUAVIVA
E' l'unica opera di gran pregio collocata nella navata destra, che presenta così un suggestivo richiamo dovuto alla ininterrotta, equilibrata vastità ed alla luminosa chiarezza dell'ambiente.
La Cappella, a destra dell'ingresso principale, fu eretta nel 1503 dallo stesso maestro comacino che eseguì il Battistero, costruito però in una fase di poco seguente. Composta con spiccato intento architettonico di chiaro stile rinascimentale, l'edicola consta di due colonne anteriori e due semicolonne posteriori addossate alla parete, tutte di ordine ionico e poggianti su basi, squadrate con buon senso delle proporzioni. In quest'opera si conferma l'uso raffinatissimo del materiale marmoreo; nella cornice finemente intagliata con ampi festoni, dentelli ed ovuli, c'è tutta una profusione di elementi minutamente scolpiti che pare ricollegarsi alla fantasiosa mentalità decorativa lombarda.
Sulla destra lo stemma della Famiglia Piccolomini con le cinque mezzelune e sulla sinistra lo stemma della Famiglia Acquaviva, con i due leoni rampanti, inquartato con quello reale degli Aragonesi.
Al di sopra dell'altare è posto un dipinto di m. 1,31 x 2,27 di buona fattura con cornice originaria, riferibile al sec. XVII. Raffigurata S. Anna, alla quale è dedicata l'intera Cappella, e S. Gioacchino che conducono per mano la vergine giovinetta.
La Famiglia Acquaviva, che tanta parte ebbe nella storia religiosa e civile della Regione, è tra le più antiche e nobili della città di Atri, risalente al sec. XII; di essa hanno parlato numerosi scrittori. In questa stirpe, durante lo svolgersi di sei secoli, si ebbero un Beato, sei Cardinali, alcuni Arcivescovi e non pochi Vescovi. Il Beato Rodolfo fu glorioso Martire della Chiesa a Goa (India) nel 1583; attualmente se ne celebra la festa religiosa il 27 luglio di ogni anno. Questa Famiglia, imparentatasi nel 1509 con i reali d'Aragona di Napoli, si estinse con Isabella Strozzi, XIX Duchessa d'Atri, nel 1760.
Gli Acquaviva avevano le tombe all'interno della Basilica-Cattedrale, vicino alla Cappella di Famiglia che sin dall'origine era collocata alla destra del Coro, sulla parete di fondo. Nel 1810, per costruire una gradinata che congiungeva la Chiesa con il Palazzo Vescovile attraverso un arco peraltro demolito nel 1935, la Cappella fu spostata in avanti e tutte le tombe Acquaviviane abbattute.
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CAPPELLA S. NICOLA
Situata nella metà della navata destra, appartiene alla Confraternita di S. Nicola dei Sarti. E' tradizione che detta Cappella sia stata eretta per opera di un negoziante proveniente dall'Oriente. Costui, salvatosi da un naufragio, per intercessione di S. Nicola di Bari, approdò a Cerrano, antico porto di Atri, dove era una Chiesa dedicata al Santo. Qui volle offrire il suo avere a S. Nicola, facendo erigere questa Cappella nella Cattedrale di Atri affidandone l'amministrazione ai Sarti, che si costituirono in società.
La Cappella, tutta in pietra calcarea tenera di colore biancastro, rispetta nell'architettura una chiara volontà di equilibrio classico, nelle lineari colonne scanalate e nella statica nonché disadorna cimasa. All'interno, il grande dipinto su tela rappresenta la Madonna delle Grazie con il Bambino, avvolti da una schiera di Angioletti, e ai livelli più bassi prima S. Nicola Vescovo e S. Omobono, Patrono dei Sarti, poi altri piccoli Angeli, tra cui quello sul centro con forbici e filo.
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ACQUASANTIERE
Sul pilastro destro della prima campata sporge una figura di fanciulla sorreggente una vaschetta poligonale. La colonna è completamente sostituita dall'elemento figurato, che è così finemente lavorato da sembrare avorio. L'acconciatura del vestito ed il manto ripiegantesi sulle spalle denotano da parte dell'artefice una precisa conoscenza dei costumi abruzzesi, resa ancor più evidente dall'atteggiamento della donna che sembra quasi recare sulla testa la tipica conca di rame. E' riferibile alla fine del sec. XVI.
Un' altra acquasantiera fa spicco vicino al pilastro di fronte: anch'essa marmorea, è coeva della precedente. Scolpita con squisita armonia disegnativa, la colonna doppiamente scanalata nel mezzo, mostra una decorazione a girali nascenti da un ceppo di acanto con al centro fiori, foglie ed uccelli.
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Bibliografia:
Trubiani, B., Atri Città d'arte, Edizioni Menabò - D'Abruzzo
Trubiani, B., La Basilica-Cattedrale di Atri, Arti Grafiche T. Pappagallo & F. lli -Roma
 
  LA BASILICA
  Facciata
  Lato Destro
  Campanile
  Interno
  Cappella Arlini
  Il Battistero
  Cappella Sacramento
  Cappella de' Corvi
  Sagrestia dei Canonici
  Altare Basilicale
  Cappella Acquaviva
  Cappella S. Nicola
  Acquasantiere
  PHOTOSTORY
  PAPA G.P. II
  S.S. G.P.II ad Atri
  INCONTRO AMMALATI
  LE ALTRE CHIESE
della parrocchia
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